Dal nostro ambasciatore…

di Renato Zatta

Dal 2004 al lavoro medico della S.V.O. (Scuola triVeneta di discipline Otorinolaringoiatriche) si è affiancata anche  una collaterale attività di potenziamento e miglioramento strutturale dell’azienda agricola e delle piantagioni arboree dell’insediamento ospedaliero.

Dopo uno studio preliminare di fattibilità di vari possibili progetti , l’attività agricola si è indirizzata, per il momento, su due opere di miglioramento e su un costante lavoro di cura e intensificazione dell’area boschiva. In particolare è stato realizzato un impianto di fitodepurazione per il trattamento finale delle acque di scambio delle vasche che già effettuano unaprima, importante depurazione delle acque reflue ospedaliere; l’impianto è stato realizzato con piantumazione di bambù su un’area di terreno in pendio tramite l’esecuzione di un fossato in trincea, a serpentina per rallentare il flusso idrico. Alla fine del percorso l’acqua così depurata passa in una ulteriore vasca di decantazione dove una particolare flora locale effettua l’assorbimento radicale dei residui elementi disciolti. Il risultato è che, sulla base di analisi chimiche effettuate, l’acqua in uscita dalle vasche e dall’impianto, risulta più pulita di quella che entra nelle tubature dell’ospedale.

E’ stato poi effettuato un intervento di prosciugamento di un area agricola di circa 2 ha posta a confine dell’azienda, soggetta a continuo sversamento di acqua piovana ed irrigua. L’intervento è consistito in un lavoro di escavazione e di regimazione delle acque condotte direttamente al fiume tramite canalizzazione forzata.

Il terreno paludoso così recuperato è stato completamente utilizzato per la messa a dimora di specie arboree.

Per quanto riguarda, invece, l’attività di miglioramento boschivo sono state piantumate alcune migliaia di piante reperite presso un vivaista locale; sono stati effettuati sbancamenti e miglioramenti fondiari per ospitare i nuovi impianti che hanno riguardato quattro specie arboree: PRUNUS AFRICANUS, CIPRESSO, ROSEWOOD (palissandro) e, soprattutto, EUCALIPTO. Oltre all’opera di impianto si è provveduto anche alla potatura costante del giovane patrimonio boschivo.

Il prossimo futuro sarà interessato da ulteriori piantumazioni boschive e, possibilmente, ad un miglioramento delle produzioni alimentari coltivate nell’azienda agricola.

E’ importante tener conto che la tecnica agricola impiegata nei paesi africani (e del terzo mondo in genere) deve necessariamente considerare la più completa assenza di mezzi tecnici (concimi, diserbanti, ecc.) così ampiamente utilizzati nei paesi europei , così come l’impiego di sementi  non ibride a causa della loro non facile reperibilità e, soprattutto, per non dover essere costretti ogni anno all’acquisto delle stesse, anziché recuperare i semi del raccolto precedente. Anche l’andamento stagionale si presenta molto diverso dall’usuale cadenza delle 4 stagioni e quindi le coltivazioni sono soggette  a tempi e cure diverse.

Dopo i turni di lavoro rimane la grandissima soddisfazione di aver operato per la crescita e lo sviluppo economico dell’ospedale e il benessere dei ricoverati e degli operatori. L’ auspicio è che in futuro qualche  altro agronomo dell’associazione “Agronomi e Forestali senza frontiere” si unisca al Dr. Zatta Renato in questa fantastica avventura.